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A volte ritornano: la questione lavoro PDF Stampa
Gli editoriali

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di Francesco Orazi 02.02.2010

Senza il rischio di essere tacciati di ideologismo, è palese il manifestarsi di un'emergenza lavoro. I dati degli ultimi 18 mesi sono espliciti, la disoccupazione aumenta in Italia come nel resto dei paesi occidentali. Per dare un senso alle proporzioni basta ricordare che il governo Berlusconi ha aperto ben 150 tavoli vertenziali con altrettante aziende che hanno licenziato o cassaintegrato in blocco e senza un futuro produttivo le proprie maestranze. Se la debacle finanziaria internazionale sembra aver superato la sua fase acuta, non è così per le ripercussioni che la stessa produce in ambito produttivo (mortalità delle imprese) e sul mercato del lavoro (perdita di posti di lavoro). Questa apparente paradossale asimmetria si spiega con le diverse dinamiche dei mercati finanziari rispetto a quelle che insistono nell'economia reale.

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Sogno ferroviario, con arretramento PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

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di Carlo Carboni 26.01.2010

La tensione politica e dell'opinione pubblica cittadina dorica non demorde sulla Giunta Gramillano. Il sindaco non politico, quindi non loquace, ha più di una ragione a muoversi con prudenza e senso della misura. Le risorse nelle casse del Comune sono quelle che sono e la situazione debitoria non è certo responsabilità della sua giunta. E' dura oggi far volare la fantasia e accumulare debito: anzi è impossibile. E' meglio adottare un riformismo operativo nel prossimo biennio che sarà caratterizzato da inevitabile rigore e prudenza finanziari. Guardiamoci attorno: in molti comuni capoluogo italiani si sono create situazioni debitorie accompagnate da equilibri instabili dei ceti politici di governo. Non è dunque il problema del sindaco attuale, ma delle condizioni in cui la macchina comunale  è caduta o è stata lasciata cadere. Anche a causa del governo centrale che taglia risorse a comuni e regioni. Ma è anche responsabilità di un ceto politico-istituzionale che non ha mai messo in agenda politiche per le nuove realtà urbane (su questo T. Calafati).

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Che cosa accadrà al sistema universitario della Marche? PDF Stampa
Gli editoriali

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di Antonio G. Calafati 18.01.2010 

Il «settore manifatturiero» delle Marche sta attraversando una fase di difficile transizione, tra dinamiche congiunturali e trasformazioni strutturali imposte dall'internazionalizzazione dell'economia italiana. Esso costituisce ancora la principale componente della base economica delle Marche - e la sua dinamica influenzerà profondamente la traiettoria di sviluppo della regione. E certo merita attenzione e risorse. Ma non è, purtroppo, l'unico settore economico a trovarsi lungo un'incerta traiettoria. In effetti, gli ultimi dieci anni sono stati anni faticosi per l'economia italiana e per l'economia delle Marche, e l'intero sistema produttivo, anche quei settori che nel discorso pubblico si presentano come «avanzati», è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Ad esempio, nelle Marche, anche il settore «universitario» si trova in un evidente stato di difficoltà - forse di crisi.

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La rivolta e l'integrazione PDF Stampa
Gli editoriali

di Renato Novelli 08.01.2010

Questa mattina mi ha svegliato una notizia importante. In Calabria c'è stata una rivolta materiale contro la criminalità organizzata. A farla esplodere non sono stati cittadini calabresi aborigeni, ma cittadini provvisori "sans papier", raccoglitori di arance, un prodotto, vanto dell'Italia giardino d'Europa. Guerriglia urbana e preoccupazione accigliata sull'emigrazione della giornalista de "Il Foglio", lettrice dei quotidiani a Rai 3 radio, rubrica "Prima Pagina", in onda prima dell'alba. Nessuna riflessione né da lei né dagli ascoltatori che telefonano, sul fatto che per ribellarsi alla malavita si finisce a fare guerriglia urbana.

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La cultura marchigiana: secondo motore dello sviluppo locale o vecchia stampella? PDF Stampa
Gli editoriali

francescodi Francesco Orazi 21.01.2010

Sabato e domenica scorsi, 100 intellettuali marchigiani sono stati riuniti per iniziativa della presidenza della Regione con l'obiettivo di discutere della cultura locale, della sua promozione e salvaguardia e di come possa essere utilizzata in termini di valorizzazione economica. Lo stesso presidente Spacca ha esplicitato il progetto cultura come secondo motore dello sviluppo locale, in affiancamento sinergico all'industria manifatturiera. Personalmente, oltre ad acquisire indegnamente uno status, quello di intellettuale, ho appreso molte cose interessanti. Della teoria aziendalistica dell'agenzia, ad esempio, circostanza che si manifesta in modo particolare nell'ambito della tutela dei beni culturali. L'eccesso dei restauri rispetto agli interventi di mantenimento e conservazione dell'opera ne è la testimonianza più clamorosa. Infatti, mentre il restauro, finanziato con denaro pubblico, è un output visibile, il processo di conservazione e riduzione del danno non produce valore aggiunto estetico, dunque neanche valore aggiunto sul piano del consenso. Il bene che più sta a cuore al mondo della politica.

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Storie di immigrazione e rimesse PDF Stampa
Europea

steinbergdi Eralba Cela 30.11.2009

Dopo 19 anni di migrazioni di massa dall'Albania, una domanda sorge spontanea: possono gli emigrati diventare una risorsa strategica nello sviluppo socio economico del paese di origine? Oggi circa il 25% della popolazione albanese (1 milione circa) vive all'estero, prevalentemente in Grecia e Italia, due paesi che grazie alla loro vicinanza geografica e culturale, hanno rappresentato la sponda naturale dell'emigrazione albanese [1]. In Italia gli albanesi costituiscono la seconda comunità straniera dopo quella rumena con 441.396 residenti [2].

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L’appartenenza: un possibile antidoto alla fase arcaica individuale-romantica PDF Stampa
Gli editoriali

 default_news erika

di Erika Giorgini 02.02.2010

Avevo scritto per "la vita pubblica" un breve articolo sulla ormai pervadente e pervasiva "questione giustizia" e sull'irritante tendenza a confinare la lettura del fenomeno in comode e rassicuranti visioni di destra o di sinistra e, dunque, in ragione delle personali convinzioni di ciascuno, di bene o di male, quando, felicemente, mi sono imbattuta nel caldo articolo di Massimo Canalini, sempre su "VP" (del 20.01.2010 ndr). Non ho resistito.

Il tempo del presente non ha un senso se non in termini relazionali, in fondo il presente finisce per non esistere senza un passato e senza un futuro, per quanto essi possano essere prossimi sono necessari al presente. Il rapporto Maestro-allievo coglie, forse più di ogni altro, questo legame. Un legame sottile e prezioso, capace di creare un ponte tra generazioni.

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Noi, i cocciutamente adorni PDF Stampa
Lettere e stiletti

di Massimo Canalini  steinberg20.01.2010

Questo breve intervento è dedicato alla memoria di Magdalo Mussio e della sua casa editrice d'avanguardia "Nuova foglio", la quale con maestria innovativa operò da Pollenza, Macerata.

1. Ho tratto gli enunciati che seguono da un documentario intitolato The Beatles Anthology, prodotto nel 1995, trasmesso in novantaquattro Paesi, mandato in onda dalla Rai, durante tre serate, nel dicembre del 1996. Questo documentario consta di materiale d'archivio inedito o raro; di interviste realizzate appositamente per la serie, e dunque rese nella prima metà dei Novanta da Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr; di interviste di repertorio, infine, concesse fra gli altri dagli eredi Lennon.

Alle interviste dei tre Beatles realizzate appositamente per la serie, si affiancano quelle rese, sempre in vista del progetto Anthology, da Neil Aspinall (amministratore delegato della Apple e amico d'infanzia dei quattro Beatles), George Martin (discografico e arrangiatore dei loro dischi) e Derek Taylor (ufficio stampa della Apple).

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Il disastroso terremoto di Haiti tra emotività e mobilitazione per pietà razionale PDF Stampa
Gli editoriali

novellidi Renato Novelli 15.01.2010

Il terremoto di Haiti ha avuto un impatto tra i più tragici  nella storia dei disastri naturali del pianeta. Il numero di morti sfida la nostra immaginazione  avvicinandosi drammaticamente, alla calamità immane che  si abbatté sulla provincia settentrionale dello Huaxian della Cina Imperiale a metà del XVI° secolo producendo ottocentotrentamila persone, ancora oggi  triste primato nelle vicende del genere umano. I terremoti atterriscono gli spettatori, ma i disastri naturali sono parte della nostra vita.

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Dopo averla pagata, non sprechiamola PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

steinbergdi Gianni Venturi 14.12.2009

L'intervento di Carlo Carboni sul "Corriere Adriatico" (il 27.11.2009, n.d.r.) riapre una riflessione sui caratteri di fondo del modello di sviluppo marchigiano. Questa riflessione, ovviamente, non può non fare i conti con una crisi che ne muta i paradigmi e che interviene in una fase in cui era già in atto un significativo riposizionamento della struttura produttiva. Un riposizionamento che è andato profilando una mutazione della tradizionale organizzazione distrettuale in ragione di un capitalismo "abitato" da singole imprese con percorsi di innovazione e strategie di mercato che hanno creato reti trans-settoriali e trans-territoriali; hanno allungato la catena del valore intrecciando progettazione, produzione, distribuzione ed assistenza ai prodotti.

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Patto fiscale e concertazione avanzata PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

stefano_mastrovincenzodi Stefano Mastrovincenzo 04.12.2009

Alla sollecitazione di Carlo Carboni a ripensare il "marchingegno Marche",non disperdendo l'impronta originaria, ma potenziando le leve per innalzare la qualità del sistema e guardare al futuro con ragionevole fiducia, la Cisl delle Marche risponde "ci interessa". Ci interessa abitare consapevolmente lo spazio sociale prima di giungere alla sintesi politica. Ci interessa come sfida per il superamento anche delle nostre inerzie, e per rilanciare un contributo allo sviluppo socio-economico.

Le immagini di "regione sospesa" e "terra di mezzo" stanno sostituendo quella di "sviluppo senza fratture", quasi a dimostrare il bisogno di una "nuova narrazione" per la nostra regione, pur nella consapevolezza che come "sistema Marche" abbiamo dato risposte significative alla crisi pervasiva che stiamo affrontando.

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Corsi e (si spera non) ricorsi storici PDF Stampa
Pubblico e Privato

marcodi Marco Angelone 03.11.2009

Quando uomini di Governo o, più in generale, delle Istituzioni screditano la Magistratura, tentano di delegittimare l'Ordine giudiziario, trascinano i Giudici nella bagarre politica, è il momento di correre ai ripari, perché si è sull'orlo di un "pendio scivoloso" che conduce dritto alla "rottura" del contratto sociale di hobbesiana memoria, e, dunque, alla disgregazione dello Stato, quale istituzione sociale e politica. Infatti, è come se - in un'innaturale ottica autolesionistica - lo Stato vilipendesse sé stesso o se una parte di questo ne rinnegasse e sconfessasse un'altra.

E ciò, ultimamente, si sta riproponendo con sempre maggiore frequenza e livore. 

Per comprendere la pericolosità del clima invalso e degli scenari che si profilano, soccorrono le considerazioni espresse da uno dei più grandi giuristi del secolo scorso, Piero Calamandrei.

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