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L'importanza di Morgan PDF Stampa
Gli editoriali

steinbergdi Michele Tubaldi 02.03.2010

In questi giorni se ne sono sentite di ogni risma.

Il processo continuerà ancora per un po' (qualche ora, al massimo un paio di giorni) e poi tutto finirà. Morgan tornerà ciò che era, artista "alternativo" e musicista "raffinato", e Sanremo sarà solo un ricordo, non uno dei migliori, dell'anno da poco iniziato.

Morgan è stato escluso da Sanremo 2010 dopo l'uscita di una sua intervista in cui metteva in evidenza come l'uso della cocaina possa fungere da antidepressivo come il tavor o altri psicofarmaci prescritti dai medici.

Non entro nel merito delle dichiarazioni, anche perché non si è ancora capito se ed eventualmente in che misura il grande sistema dei media abbia prima "elaborato" e poi "somministrato" le affermazioni dell'artista; ciò che mi preme è sottolineare l'aspetto più nascosto e ancora totalmente ignorato della questione.

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La crisi della British élite PDF Stampa
Gli editoriali

carlo_carbonidi Carlo Carboni 10.02.2010

Dopo la crisi finanziaria, l'atmosfera è divenuta pesante per le classi dirigenti inglesi. Eppure, con il loro distinguishing style, esse erano apparse negli ultimi trent'anni l'ultimo prodromo vitale e a scala globale delle declinanti leadership nazionali europee. Prima la Thatcher ha dato il via ad una profonda "rivoluzione conservatrice" che ha dominato il trentennio e ha rilanciato una Gran Bretagna in forte declino dopo lo shock petrolifero degli anni Settanta. Blair, poi, ha indicato una terza via in grado di far metabolizzare ai laburisti una moderna democrazia di mercato a trazione finanziaria. Ad una leadership politica di prim'ordine, si è accoppiata un'emergente élite finanziaria di prestigio internazionale, che ha richiamato giovani talenti da tutta Europa. Peraltro, prima della crisi finanziaria, la comparazione delle classi dirigenti inglesi con quelle di altri paesi europei, evidenziava un profilo british distintivo e di "gerarchia" superiore (Luiss 2008). Le èlite inglesi infatti appaiono innanzitutto più internazionalizzate negli studi e nelle esperienze di lavoro.

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A volte ritornano: la questione lavoro PDF Stampa
Gli editoriali

franzdi Francesco Orazi 02.02.2010

Senza il rischio di essere tacciati di ideologismo, è palese il manifestarsi di un'emergenza lavoro. I dati degli ultimi 18 mesi sono espliciti, la disoccupazione aumenta in Italia come nel resto dei paesi occidentali. Per dare un senso alle proporzioni basta ricordare che il governo Berlusconi ha aperto ben 150 tavoli vertenziali con altrettante aziende che hanno licenziato o cassaintegrato in blocco e senza un futuro produttivo le proprie maestranze. Se la debacle finanziaria internazionale sembra aver superato la sua fase acuta, non è così per le ripercussioni che la stessa produce in ambito produttivo (mortalità delle imprese) e sul mercato del lavoro (perdita di posti di lavoro). Questa apparente paradossale asimmetria si spiega con le diverse dinamiche dei mercati finanziari rispetto a quelle che insistono nell'economia reale.

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L’appartenenza: un possibile antidoto alla fase arcaica individuale-romantica PDF Stampa
Gli editoriali

erikadi Erika Giorgini 02.02.2010

Avevo scritto per "la vita pubblica" un breve articolo sulla ormai pervadente e pervasiva "questione giustizia" e sull'irritante tendenza a confinare la lettura del fenomeno in comode e rassicuranti visioni di destra o di sinistra e, dunque, in ragione delle personali convinzioni di ciascuno, di bene o di male, quando, felicemente, mi sono imbattuta nel caldo articolo di Massimo Canalini, sempre su "VP" (del 20.01.2010 ndr). Non ho resistito.

Il tempo del presente non ha un senso se non in termini relazionali, in fondo il presente finisce per non esistere senza un passato e senza un futuro, per quanto essi possano essere prossimi sono necessari al presente. Il rapporto Maestro-allievo coglie, forse più di ogni altro, questo legame. Un legame sottile e prezioso, capace di creare un ponte tra generazioni.

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Che cosa accadrà al sistema universitario della Marche? PDF Stampa
Gli editoriali

antoniodi Antonio G. Calafati 18.01.2010 

Il «settore manifatturiero» delle Marche sta attraversando una fase di difficile transizione, tra dinamiche congiunturali e trasformazioni strutturali imposte dall'internazionalizzazione dell'economia italiana. Esso costituisce ancora la principale componente della base economica delle Marche - e la sua dinamica influenzerà profondamente la traiettoria di sviluppo della regione. E certo merita attenzione e risorse. Ma non è, purtroppo, l'unico settore economico a trovarsi lungo un'incerta traiettoria. In effetti, gli ultimi dieci anni sono stati anni faticosi per l'economia italiana e per l'economia delle Marche, e l'intero sistema produttivo, anche quei settori che nel discorso pubblico si presentano come «avanzati», è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Ad esempio, nelle Marche, anche il settore «universitario» si trova in un evidente stato di difficoltà - forse di crisi.

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La rivolta e l'integrazione PDF Stampa
Gli editoriali

di Renato Novelli 08.01.2010

Questa mattina mi ha svegliato una notizia importante. In Calabria c'è stata una rivolta materiale contro la criminalità organizzata. A farla esplodere non sono stati cittadini calabresi aborigeni, ma cittadini provvisori "sans papier", raccoglitori di arance, un prodotto, vanto dell'Italia giardino d'Europa. Guerriglia urbana e preoccupazione accigliata sull'emigrazione della giornalista de "Il Foglio", lettrice dei quotidiani a Rai 3 radio, rubrica "Prima Pagina", in onda prima dell'alba. Nessuna riflessione né da lei né dagli ascoltatori che telefonano, sul fatto che per ribellarsi alla malavita si finisce a fare guerriglia urbana.

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La cultura marchigiana: secondo motore dello sviluppo locale o vecchia stampella? PDF Stampa
Gli editoriali

francescodi Francesco Orazi 21.01.2010

Sabato e domenica scorsi, 100 intellettuali marchigiani sono stati riuniti per iniziativa della presidenza della Regione con l'obiettivo di discutere della cultura locale, della sua promozione e salvaguardia e di come possa essere utilizzata in termini di valorizzazione economica. Lo stesso presidente Spacca ha esplicitato il progetto cultura come secondo motore dello sviluppo locale, in affiancamento sinergico all'industria manifatturiera. Personalmente, oltre ad acquisire indegnamente uno status, quello di intellettuale, ho appreso molte cose interessanti. Della teoria aziendalistica dell'agenzia, ad esempio, circostanza che si manifesta in modo particolare nell'ambito della tutela dei beni culturali. L'eccesso dei restauri rispetto agli interventi di mantenimento e conservazione dell'opera ne è la testimonianza più clamorosa. Infatti, mentre il restauro, finanziato con denaro pubblico, è un output visibile, il processo di conservazione e riduzione del danno non produce valore aggiunto estetico, dunque neanche valore aggiunto sul piano del consenso. Il bene che più sta a cuore al mondo della politica.

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L'affaire Protezione Civile: dalla falsa efficienza decisionista ad una democrazia delle catastrofi PDF Stampa
Gli editoriali

di Renato Novelli 11.02.2010

Non avrei mai creduto di non provare alcuna gioia, neppure malcelata, per le vicende giudiziarie del gruppo della protezione civile e dell'indagine su Bertolaso. Perchè questa corruzione, alquanto da operetta, ma pur reale, non è che la parte emergente dell'iceberg di una pratica che nessuno contesta, anzi che tutti si sono sbracciati a condividere: l'accentramento delle decisioni nelle emergenze, la dittatura, sedicente efficiente, della solidarietà esterna nelle catastrofi, l'emotività furiosa e cieca delle raccolte a colpi di telefono, che crea l'illusione di partecipare nella parte sedicente avanzata del globo. Gian Antonio Stella dice che è improprio trattare il G 7, o 12 o quel che è, i campionati di calcio, come emergenza, senza avvertire che la scelleratezza originaria, sta proprio nel sistema dell'emergenza stessa.

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"Fermate la caccia all'uomo nero" PDF Stampa
Movimentazioni

 

di Kevin Carboni 12.02.2010 steinberg

"Fermate la caccia all'uomo nero". Questo diceva uno dei cartelli portati dai lavoratori immigrati che manifestavano a Rosarno. Perché questa caccia? Qual è stato il motivo scatenante della rivolta dei Black Workers? Come ha detto il ministro Maroni, "la troppa tolleranza che abbiamo verso questi stranieri".

Oppure i nostri compatrioti non trovano lavoro per colpa loro e quindi, esasperati, non hanno altra soluzione che ricacciarli nel loro paese con la forza? Tralasciando le deliranti dichiarazioni del ministro e le opinioni di qualche leghista, potrebbe esserci un' altra spiegazione? Potrebbe essere l'impossibilità di avere un' identità, di costruirsi una vita normale lavorando legalmente? Forse non essere riconosciuti dal paese in cui si vive?

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Noi, i cocciutamente adorni PDF Stampa
Lettere e stiletti

di Massimo Canalini  steinberg20.01.2010

Questo breve intervento è dedicato alla memoria di Magdalo Mussio e della sua casa editrice d'avanguardia "Nuova foglio", la quale con maestria innovativa operò da Pollenza, Macerata.

1. Ho tratto gli enunciati che seguono da un documentario intitolato The Beatles Anthology, prodotto nel 1995, trasmesso in novantaquattro Paesi, mandato in onda dalla Rai, durante tre serate, nel dicembre del 1996. Questo documentario consta di materiale d'archivio inedito o raro; di interviste realizzate appositamente per la serie, e dunque rese nella prima metà dei Novanta da Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr; di interviste di repertorio, infine, concesse fra gli altri dagli eredi Lennon.

Alle interviste dei tre Beatles realizzate appositamente per la serie, si affiancano quelle rese, sempre in vista del progetto Anthology, da Neil Aspinall (amministratore delegato della Apple e amico d'infanzia dei quattro Beatles), George Martin (discografico e arrangiatore dei loro dischi) e Derek Taylor (ufficio stampa della Apple).

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Il disastroso terremoto di Haiti tra emotività e mobilitazione per pietà razionale PDF Stampa
Gli editoriali

novellidi Renato Novelli 15.01.2010

Il terremoto di Haiti ha avuto un impatto tra i più tragici  nella storia dei disastri naturali del pianeta. Il numero di morti sfida la nostra immaginazione  avvicinandosi drammaticamente, alla calamità immane che  si abbatté sulla provincia settentrionale dello Huaxian della Cina Imperiale a metà del XVI° secolo producendo ottocentotrentamila persone, ancora oggi  triste primato nelle vicende del genere umano. I terremoti atterriscono gli spettatori, ma i disastri naturali sono parte della nostra vita.

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Dopo averla pagata, non sprechiamola PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

steinbergdi Gianni Venturi 14.12.2009

L'intervento di Carlo Carboni sul "Corriere Adriatico" (il 27.11.2009, n.d.r.) riapre una riflessione sui caratteri di fondo del modello di sviluppo marchigiano. Questa riflessione, ovviamente, non può non fare i conti con una crisi che ne muta i paradigmi e che interviene in una fase in cui era già in atto un significativo riposizionamento della struttura produttiva. Un riposizionamento che è andato profilando una mutazione della tradizionale organizzazione distrettuale in ragione di un capitalismo "abitato" da singole imprese con percorsi di innovazione e strategie di mercato che hanno creato reti trans-settoriali e trans-territoriali; hanno allungato la catena del valore intrecciando progettazione, produzione, distribuzione ed assistenza ai prodotti.

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Patto fiscale e concertazione avanzata PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

stefano_mastrovincenzodi Stefano Mastrovincenzo 04.12.2009

Alla sollecitazione di Carlo Carboni a ripensare il "marchingegno Marche",non disperdendo l'impronta originaria, ma potenziando le leve per innalzare la qualità del sistema e guardare al futuro con ragionevole fiducia, la Cisl delle Marche risponde "ci interessa". Ci interessa abitare consapevolmente lo spazio sociale prima di giungere alla sintesi politica. Ci interessa come sfida per il superamento anche delle nostre inerzie, e per rilanciare un contributo allo sviluppo socio-economico.

Le immagini di "regione sospesa" e "terra di mezzo" stanno sostituendo quella di "sviluppo senza fratture", quasi a dimostrare il bisogno di una "nuova narrazione" per la nostra regione, pur nella consapevolezza che come "sistema Marche" abbiamo dato risposte significative alla crisi pervasiva che stiamo affrontando.

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