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Patto fiscale e concertazione avanzata PDF Stampa
Osservatorio sul "marchingegno"

stefano_mastrovincenzodi Stefano Mastrovincenzo 04.12.2009

Alla sollecitazione di Carlo Carboni a ripensare il "marchingegno Marche",non disperdendo l'impronta originaria, ma potenziando le leve per innalzare la qualità del sistema e guardare al futuro con ragionevole fiducia, la Cisl delle Marche risponde "ci interessa". Ci interessa abitare consapevolmente lo spazio sociale prima di giungere alla sintesi politica. Ci interessa come sfida per il superamento anche delle nostre inerzie, e per rilanciare un contributo allo sviluppo socio-economico.

Le immagini di "regione sospesa" e "terra di mezzo" stanno sostituendo quella di "sviluppo senza fratture", quasi a dimostrare il bisogno di una "nuova narrazione" per la nostra regione, pur nella consapevolezza che come "sistema Marche" abbiamo dato risposte significative alla crisi pervasiva che stiamo affrontando.

Ovvio che si ponga un problema di soggetti e di scelte, ma ancor prima di risorse per attivare politiche pubbliche innovative.

Condivido con Carboni che non vada pregiudicato l'equilibrio dei conti regionali. E se ragionassimo allora, al massimo per l'immediato post-elezioni, su un "patto fiscale" tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, realtà culturali, da concretizzare in un "avviso comune", nel quale individuare le spese da ridurre nel bilancio regionale e le aree prioritarie su cui investire?

Servirebbe la determinazione comune a scommettere su una più avanzata concertazione, per definire gli assi su cui orientare il nuovo sviluppo, sostenere i progetti coalizionali che valorizzino il capitale territoriale, verificare gli esiti dei processi avviati.

Vari sono gli esempi di una eccessiva frammentazione dell'azione pubblica e talvolta di litigiosità tra amministrazioni, di scarto tra lettura del territorio e investimenti pubblici: l'incapacità di gestire in area vasta il problema dei rifiuti, l‘impossibilità di ragionare su un piano di riconversione industriale o su un impianto di energia alternativa al di là del consenso immediato, la resistenza nell'organizzare in modo associato i servizi sociali pur con risorse calanti, la pretesa di piccoli comuni di autorizzare nuovi centri commerciali in aree già sature.

Il fatto che pratiche di socializzazione e mobilità, sviluppo di attività economiche e culturali, distribuzione territoriale degli investimenti privati, abbiano superato i confini comunali e le capacità di governo delle singole amministrazioni, è stato evidenziato dal prof Calafati che ha individuato nelle Marche 11 "Città in nuce" formate da comuni contigui.

Al contempo c'è l'esigenza di creare massa critica, non solo dimensionale ma anche culturale, nel nostro sistema economico-produttivo, per sviluppare capitali di professionalità, sperimentare nuovi livelli di produttività e avanzate relazioni industriali che amplino la contrattazione e si aprano a forme  di partecipazione dei lavoratori, ma anche per compensare i limiti legati alla diversa attitudine al rischio, alla latente sfiducia tra le generazioni, alla scarsa capacità del nostro sistema di attrarre capitali di rischio da parte di investitori istituzionali, agli orizzonti un po' ristretti del nostro sistema bancario, che eroga quasi solo sulla base di garanzie reali, finanzia raramente nuovi microimprenditori e privato sociale, non immagina una banca come vera impresa in grado di rischiare nuovi progetti imprenditoriali.

Tre i fattori chiave su cui investire : capitale umano e intellettuale; servizi qualitativi e innovativi per il sistema produttivo; cultura delle strutture istituzionali, sociali e finanziarie locali, perchè abbiano una visione comune di apertura all'innovazione, alla cooperazione, alla responsabilità collettiva.

Andrebbero quindi incentivate in vario modo tutte le forme di coalizione strutturata (tra istituzioni, tra esse e forze socio-economiche, tra realtà associative ed accademiche), finalizzate a realizzare progetti di qualità amministrativa (nella partecipazione democratica, nei servizi ai cittadini,) e progetti di qualità in ricerca e innovazione (applicate al sistema produttivo, alla crescita del capitale umano, alla tutela del territorio,..).

Al contempo andrebbe valutata la creazione di strutture a capitale misto pubblico-privato che possano agevolare l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali provenienti da scuole, università, laboratori di ricerca, fornire per un periodo servizi amministrativi, finanziari, legali, formazione trasversale, supporti per accedere sul mercato di sbocco, mediazione con banche e fondi, occasioni di partnership produttive e commerciali :  solo per fare degli esempi, un'agenzia di microfinanza, con prestiti erogati non sulla base di garanzie materiali, ma sulla fiducia nel progetto imprenditoriale, un fondo pubblico-privato di capitale di rischio a carattere locale, che acquisisca partecipazioni temporanee in imprese ad alto potenziale di crescita, che stanno nascendo o innovando, un operatore specializzato che punti a recuperare da imprese fallite o chiuse per cause finanziarie e produttive, almeno il sistema di competenze creato.

Nel frattempo però non dobbiamo dimenticarci di coloro che pagano alla crisi il dazio maggiore; va applicato il positivo accordo del 12 novembre tra Regione e Sindacati, con interventi a sostegno di famiglie, imprese e coesione sociale, vanno accelerati i pagamenti degli ammortizzatori in deroga, bisogna chiedere alle banche di rispettare gli impegni assunti a favore di lavoratori e imprese. Mentre si progetta il futuro della nostra regione, non vanno dispersi infatti i suoi valori, il lavoro e la coesione, perchè nessuno si senta solo davanti al volto arcigno di una crisi che morde certo la capacità economica delle persone e delle famiglie, ma rischia di innestare anche complicate involuzioni psicologiche e sociali che la comunità marchigiana non può permettersi e deve ad ogni costo evitare. Perché anche nel futuro si possa affermare con serenità "Noi vivremo del lavoro".

 

Articolo già pubblicato su "Il Corriere Adriatico" del 01.12.2009.

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