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Scenari (dis)occupazionali e “sindrome Neet”: su alcuni problemi dei Paesi dell’area OCSE, dell’Italia e dei suoi giovani |
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Inchiesta
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di Marco Socci 22.09.2009
Le sofferenze del mercato del lavoro nei Paesi dell'area OCSE e in Italia
Dati e previsioni fosche sul fronte occupazionale. Secondo il recente Employment Outlook pubblicato dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico infatti, tra dicembre 2007 e giugno 2009, il tasso di disoccupazione nell'area OCSE è aumentato dal 5,6% all'8,3% (nella UE si va dal 6,9% all'8,9%). In Europa nel 2009 il Paese con il livello di disoccupazione più elevato è la Spagna con il 18,1%; la Francia è al 9,4%, mentre la Germania si attesta al 7,7%. Oltreoceano la situazione non è migliore, con una crescita rilevante della disoccupazione anche - of course - negli Stati Uniti (dal 4,9% del 2007 al 9,5% del 2009) e in Canada (dal 5,9% all'8,6%); il quadro non è roseo nemmeno in Giappone (dal 3,7% al 5,4%). "È la crisi, bellezza", con i suoi effetti che si abbattono con violenza sul fronte occupazionale.
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La sicurezza in Italia ai tempi delle Ronde |
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di Carlos Chiatti 06.03.09
In un clima generalizzato di "pubblica insicurezza", il Governo in carica ha recentemente approvato un pacchetto di norme che tra l'altro prevede la costituzione delle Ronde, associazioni di privati cittadini che si costituiscono per svolgere attività di vigilanza e prevenzione del crimine nelle città. L'opposizione ed i sindacati di polizia pur criticando la misura convengono sull'esigenza di stanziare maggiori risorse alle forze dell'ordine per fronteggiare la recente escalation di violenza. Ammesso che esista davvero una emergenza sicurezza (in merito si rimanda ad un prossimo intervento su VP che analizzerà l'andamento dell'attività criminosa in Italia) oppure posto semplicemente che l'obiettivo del Governo sia "produrre più sicurezza", la soluzione sta veramente nell'investire ulteriori risorse?
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Un breve profilo dell'Italia dei Valori |
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Inchiesta
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di Marco Socci 13.02.2009
L'Italia dei Valori (IdV) è un soggetto politico nato dalle ceneri della Prima Repubblica presente da ormai dieci anni sulla scena nazionale. Al pari degli altri principali partiti, l'IdV abita un'arena politica italiana affetta da "malessere democratico" (si veda Carboni in "Il Mulino", n. 4, 2008), in cui cioè si registra una crescente distanza tra rappresentanti e rappresentati. L'IdV, le cui vicende sono strettamente legate a quelle del suo leader, figura simbolo della stagione di "Mani Pulite" (anche per questo capace di dividere nettamente nei giudizi i politici e l'opinione pubblica), proponendo come suoi cavalli di battaglia la legalità, la "questione morale" (integrità della classe politica) e la trasparenza nell'esercizio della funzione politica, adotta una particolare strategia per ridurre la distanza tra governanti e cittadini, imperniata sui pilastri della trasparenza e della legittimazione della rappresentanza. In sostanza, Di Pietro, perseguendo tali obiettivi, "flirta" e cerca di dar voce a movimenti e componenti di cittadinanza che si riconoscono nella lotta ai privilegi della "casta", all'arbitrio e che domandano rispetto delle norme e uguaglianza dei diritti. Per "declinare" questa modalità di riposta al malessere democratico, Di Pietro e il suo partito hanno, soprattutto negli ultimi mesi, spinto l'acceleratore verso la radicalizzazione del linguaggio e del confronto politico.
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