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Elogio delle piccole bugie |
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Politicamente (S)corretto
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di Francesco Orazi 08.06.2010
Come il fulmine che illumina la notte.
Infinita energia di un attimo.
Poi la normalità del buio.
Così è l'onirica danza che non afferra.
Una breve agonia che vale l'indelebile istante di un sogno.
Parole innocenti e ricordi a metà.
Sospensioni di una gioia non persa, né travagliata dal dolore.
Poi la vita col suo infinito ballo in maschera.
Autentico miraggio di fughe senza tregua.
(anonimo...ma non troppo)
Quanto è bello essere un po' falsi! E' gratificante manipolare con innocenza gli altri. Lo facciamo tutti e tutti lo subiamo. E' la base operativa del nostro sistema di interazione. Oggi, però, anche questa piccola fuga da "satiri bonaccioni" viene frustrata dalle ideologie del politicamente corretto.
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Informazione ottenebrante |
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Politicamente (S)corretto
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di Giampiero Mazzocchi 23.03.2010
Fino a qualche tempo fa l'unico "telegiornale" che facesse uso di supporti audio ai propri servizi mi sembrava fosse Studio Aperto di Italia 1 (paragonabile ad un cinegiornale di regime). Servizi giornalistici di fondamentale rilevanza come il povero Bobby trovato solo in un canile o l'ultracentenario Corrado con attività sessuali mai dome, sono stati sempre accompagnati da sottofondi musicali sdolcinati o all'occorrenza accattivanti. Non sto qui ad adirarmi per le scelte editoriali di certi Tg, sono liberi di bombardarci di falsità malcelate. Come non ricordare il Tg1 che assolve Mills, sorvolando sul fatto che in realtà il suo capo di imputazione si era prescritto? La giustificazione apportata e fatta digerire all'opinione pubblica? Semplice, gli italiani non avrebbero capito la parola prescrizione e forse tutto ciò è drammaticamente vero. Ma quello che più sconforta e avvilisce sono gli atti emulativi di Tg1 e Tg2 (per non parlare del Tg5, che già da tempo si muove sulla falsariga di Studio Aperto) verso quel tipo di servizio giornalistico condito di parole toccanti e musiche melense che tanto avevano caratterizzato Studio Aperto.
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Democrazia terminale e oncologia sociale |
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Politicamente (S)corretto
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di Francesco Orazi 19.03.2010
"Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto".
Blaise Pascal
Qualche volta chi svolge il lavoro del ricercatore deve affrontare una particolare circostanza cognitiva: lo strappo tra ciò che il mondo si pensa debba essere e ciò che è. E' lo strano effetto del praticare il pensiero astratto. La mente si concentra su ciò che ancora non è attualizzato e forse non sarà mai attualizzabile e perde di vista le dimensioni effettuali: l'accadere del concreto. Il pensiero astratto, per essere proficuo, per far emergere nuovi sentieri praticabili di realtà, ha bisogno di distacco, ma l'eccesso di distacco può condurre il ricercatore nel vuoto riempito dei pensieri che affollano i discorsi autoriferiti, quelli che si fanno quando il monitoraggio autoriflessivo diventa il principale impegno del quotidiano.
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Quanti applausi al Senatore |
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Politicamente (S)corretto
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di Francesco Pieri 10.03.2010
Vorrei partire da un fatto nazionale per affrontare una situazione personale, si proprio così, una specie di outing che da tempo mi riproponevo di fare. Tranquilli e non fraintendetemi, ciò a cui mi riferisco non riguarda la mia sfera sessuale, bensì la visione della politica o almeno come questa appare ad un giovane di 24 anni. La questione che ho definito nazionale riguarda l'elezione di un senatore della Repubblica grazie a presunti appoggi mafiosi. Questo è il punto di partenza o meglio quello di arrivo, poiché l'evento a cui faccio riferimento rappresenta la goccia che ha fatto tracimare in me il vaso della rabbia verso un mondo che mi appare così lontano dalla realtà quotidiana e da quello che dovrebbe essere a mio avviso il fine ultimo della politica cioè il perseguimento del bene collettivo (povero illuso!).
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Niente paura, c'è Hoffman |
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Politicamente (S)corretto
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di Riccardo Ricci 23.11.2009
Il 17 novembre sono terminate ad Ascoli Piceno le faticose riprese per uno spot che, assicurano i nostri politici, porterà le Marche negli schermi di tutto il mondo. Il testimonial è il famoso Dustin Hoffman impegnato nella recitazione de "L'infinito" di Leopardi. Ora attendiamo il ritorno economico, così sicuro che solo 1.740.000 di euro dei soldi dei contribuenti è stato utilizzato per tutto questo. Una strategia di marketing davvero interessante e piuttosto "insolita". Insolita perché qualcuno si sarà accorto, attraversando in lungo e in largo questa regione negli ultimi tempi, dell'evidente stato delle cose: la crisi dell'economia marchigiana. Ora la domanda nasce spontanea: questi fondi sono stati sfruttati al meglio?
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